Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: come funziona la detrazione al 50%

Chi ha appena completato o sta ancora seguendo un intervento di ristrutturazione in casa può contare su un’agevolazione che spesso viene dimenticata proprio nel momento in cui si acquistano mobili e grandi elettrodomestici nuovi: il bonus mobili. Confermato anche per il 2026 senza modifiche rispetto all’anno precedente, questo bonus permette di recuperare metà della spesa sostenuta, ma richiede di rispettare alcune condizioni precise per non perdere il diritto alla detrazione.

Questa guida raccoglie tutti i dettagli operativi. Per un quadro più ampio sui bonus disponibili, la guida completa ai bonus e alle agevolazioni 2026 approfondisce anche gli altri temi collegati.

Cos’è il bonus mobili e come funziona

Il bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione IRPEF del 50% riconosciuta a chi acquista mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi destinati ad arredare un immobile oggetto di un intervento di ristrutturazione edilizia. Non è quindi una misura autonoma, ma un’agevolazione collegata a un intervento di recupero del patrimonio edilizio già in corso o già concluso: senza lavori di ristrutturazione avviati secondo le regole previste dall’articolo 16-bis del TUIR, non è possibile accedere al bonus mobili.

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha prorogato la misura senza alcuna modifica rispetto al 2025, confermando sia la percentuale di detrazione che il limite massimo di spesa agevolabile. È una delle poche agevolazioni fiscali per la casa che, a differenza del bonus ristrutturazione o dell’ecobonus, mantiene un’aliquota unica del 50%, indipendentemente dal fatto che l’immobile oggetto dei lavori sia l’abitazione principale o una seconda casa.

Il limite di spesa e come si calcola la detrazione

Per il 2026, l’importo massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 5.000 euro, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio dei mobili acquistati. Applicando l’aliquota del 50%, l’importo massimo di detrazione ottenibile è quindi di 2.500 euro, da recuperare non in un’unica soluzione ma ripartito in dieci quote annuali di pari importo, per un massimo di 250 euro all’anno.

Un dettaglio tecnico importante riguarda l’ambito di applicazione di questo limite: il tetto di 5.000 euro è riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, comprensiva delle sue pertinenze, indipendentemente dal numero di contribuenti che partecipano alla spesa.

Questo significa che, se più persone hanno sostenuto insieme la spesa per arredare lo stesso immobile, il limite complessivo resta comunque di 5.000 euro, da ripartire tra i diversi contribuenti in base alle quote effettivamente sostenute da ciascuno. Chi invece esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari distinte ha diritto al beneficio più volte, una per ciascuna unità oggetto di intervento.

Quali acquisti rientrano nel bonus

Rientrano tra i mobili agevolabili gli elementi che costituiscono l’arredo dell’abitazione: cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione che completano l’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Non rientrano invece porte, pavimentazioni, tende e tendaggi, considerati elementi strutturali dell’immobile e non arredi in senso proprio.

Per gli elettrodomestici, la normativa richiede il rispetto di classi energetiche minime, pensate per incentivare l’acquisto di apparecchi più efficienti dal punto di vista dei consumi: classe non inferiore alla A per i forni, alla classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, e alla classe F per frigoriferi e congelatori. Per le apparecchiature per cui non è ancora prevista l’etichetta energetica europea, non è invece richiesto alcun requisito specifico di classe.

Un vincolo temporale da conoscere

Un aspetto spesso trascurato riguarda la relazione temporale tra i lavori di ristrutturazione e l’acquisto dei mobili: la detrazione spetta a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello di acquisto dei mobili. Per gli acquisti effettuati nel 2026, quindi, i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2025.

Questo significa che chi ha completato una ristrutturazione diversi anni fa non può più accedere al bonus mobili per nuovi acquisti effettuati oggi, anche se l’immobile è lo stesso: il collegamento temporale tra lavori e acquisto degli arredi deve rispettare questa finestra precisa, pena la perdita del diritto alla detrazione.

Come si documenta la spesa

Per beneficiare della detrazione, i pagamenti devono essere effettuati esclusivamente tramite modalità tracciabili: bonifico bancario o postale, oppure carta di credito o di debito. Non sono ammessi pagamenti in contanti, con assegni o con altri mezzi non tracciabili, che comportano la perdita automatica del diritto alla detrazione per quella specifica spesa, indipendentemente dal fatto che l’acquisto rientri effettivamente tra quelli agevolabili.

È importante conservare con cura le fatture di acquisto e la documentazione dei pagamenti effettuati, perché in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate è necessario dimostrare non solo l’acquisto in sé, ma anche il collegamento con l’intervento di ristrutturazione che ha dato diritto all’agevolazione.

Come si recupera la detrazione in dichiarazione

Il bonus mobili si recupera compilando l’apposito rigo della dichiarazione dei redditi, sia nel modello 730 che nel Modello Redditi Persone Fisiche, a partire dalla dichiarazione relativa all’anno in cui sono state sostenute le spese. Chi ha dubbi su quale dei due modelli utilizzare, in base alla propria situazione reddituale, può consultare la guida su 730 o Modello Redditi 2026: differenze e scadenze, che chiarisce quando è obbligatorio l’uno o l’altro.

Un punto da conoscere riguarda la compatibilità con altre agevolazioni: il bonus mobili è compatibile con la detrazione per la ristrutturazione edilizia dello stesso immobile, ma non è cumulabile con il cosiddetto bonus arredo giovani coppie, quando previsto, per l’arredo della medesima unità abitativa: va scelta una delle due misure, non è possibile beneficiare di entrambe sulla stessa spesa.

Domande frequenti

Posso accedere al bonus mobili senza aver fatto lavori di ristrutturazione? No, il bonus mobili è sempre collegato a un intervento di recupero del patrimonio edilizio in corso o già concluso secondo i requisiti previsti dalla normativa.

Qual è l’importo massimo di detrazione per il 2026? 2.500 euro, corrispondente al 50% del limite massimo di spesa di 5.000 euro, da ripartire in dieci quote annuali di 250 euro ciascuna.

Quali elettrodomestici sono ammessi al bonus? Grandi elettrodomestici con classe energetica non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici e lavastoviglie, alla F per frigoriferi e congelatori.

Come devo pagare per non perdere la detrazione? Esclusivamente con modalità tracciabili: bonifico bancario o postale, oppure carta di credito o di debito. I pagamenti in contanti fanno perdere il diritto alla detrazione.

Il bonus mobili è cumulabile con altre agevolazioni per l’arredo? È compatibile con la detrazione per ristrutturazione edilizia sullo stesso immobile, ma non cumulabile con il bonus arredo giovani coppie per la medesima unità abitativa.

Conclusione

Il bonus mobili ed elettrodomestici 2026 resta un’agevolazione semplice nella sostanza ma con alcune condizioni tecniche precise da rispettare: il collegamento temporale con i lavori di ristrutturazione, le classi energetiche minime per gli elettrodomestici, e l’obbligo di pagamento tracciabile per non perdere il diritto alla detrazione.

Conservare con cura tutta la documentazione e verificare la finestra temporale corretta tra inizio dei lavori e acquisto degli arredi sono i passaggi che permettono di recuperare senza problemi la detrazione in dichiarazione dei redditi. Per completare il quadro sugli altri bonus disponibili, la guida completa ai bonus e alle agevolazioni 2026 raccoglie tutti gli articoli di riferimento collegati.