730 o Modello Redditi 2026: differenze e scadenze da conoscere

Molte delle agevolazioni fiscali descritte in questa guida, dal bonus mobili alle detrazioni per ristrutturazioni edilizie, non vengono erogate direttamente ma recuperate attraverso la dichiarazione dei redditi. Per questo motivo, capire quale modello utilizzare, tra il 730 e il Modello Redditi Persone Fisiche, e conoscere le rispettive scadenze diventa un passaggio pratico fondamentale per non perdere il diritto ai rimborsi a cui si ha diritto. Questa guida chiarisce le differenze. Per un quadro più ampio sui bonus disponibili, la guida completa ai bonus e alle agevolazioni 2026 approfondisce anche gli altri temi collegati.

Le due dichiarazioni: cosa le distingue

Il 730 è il modello pensato principalmente per lavoratori dipendenti e pensionati, perché si basa su redditi già certificati dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e consente di gestire il conguaglio, comprese le eventuali detrazioni spettanti, direttamente in busta paga o nella pensione, con tempi generalmente più rapidi per i rimborsi rispetto all’altro modello disponibile.

Il Modello Redditi Persone Fisiche, che molti continuano a chiamare con il vecchio nome di “Unico”, resta invece obbligatorio per specifiche categorie di contribuenti: i titolari di partita IVA, i contribuenti non residenti in Italia e chi possiede redditi non compatibili con il 730, come redditi da lavoro autonomo non occasionale, redditi d’impresa, o particolari tipologie di redditi da capitale e diversi. A differenza del 730, con il Modello Redditi il contribuente non si appoggia a un sostituto d’imposta per il conguaglio, ma versa quanto dovuto direttamente tramite modello F24, e allo stesso modo riceve eventuali rimborsi con tempistiche diverse.

Le scadenze del 2026

Per il 2026, la scadenza del 730, sia in versione precompilata che ordinaria, è fissata al 30 settembre. Il Modello Redditi Persone Fisiche ha invece un termine ordinario diverso, generalmente fissato al 31 ottobre, che in alcuni anni può slittare al primo giorno lavorativo successivo se la data ordinaria cade di sabato o in un giorno festivo, arrivando quindi a inizio novembre.

Questa differenza di circa un mese tra le due scadenze non è un dettaglio marginale: chi ha diritto a un rimborso e può scegliere tra i due modelli, come nel caso di alcuni pensionati con redditi aggiuntivi compatibili con entrambe le opzioni, dovrebbe considerare che il 730 tende a garantire tempi di rimborso più rapidi, proprio per il meccanismo del conguaglio diretto in busta paga o pensione, mentre il Modello Redditi richiede tempi di elaborazione più lunghi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Come recuperare il bonus mobili e le altre detrazioni

Per chi ha sostenuto spese che danno diritto a detrazioni fiscali, come il bonus mobili ed elettrodomestici o le spese per interventi di ristrutturazione, entrambi i modelli permettono di indicare l’importo sostenuto nell’apposito rigo della dichiarazione, recuperando la detrazione in dieci quote annuali di pari importo, a partire dalla dichiarazione relativa all’anno in cui la spesa è stata effettivamente sostenuta. Tutti i dettagli su come funziona questa specifica agevolazione sono descritti nella guida al bonus mobili ed elettrodomestici 2026.

Un aspetto pratico da conoscere riguarda la modalità precompilata, disponibile per entrambi i modelli nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate: molte delle detrazioni per spese documentate tramite fattura elettronica o pagamento tracciabile vengono precaricate automaticamente, ma resta sempre responsabilità del contribuente verificare che i dati proposti siano corretti e completi prima dell’invio, perché eventuali errori nei dati precaricati non esonerano dalla responsabilità della dichiarazione presentata.

Chi può scegliere e chi è obbligato

Non tutti i contribuenti hanno la libertà di scegliere tra i due modelli. I lavoratori dipendenti e i pensionati senza redditi ulteriori incompatibili con il 730 possono generalmente scegliere quale dei due modelli utilizzare, anche se nella pratica il 730 resta la scelta più diffusa per la sua semplicità e la rapidità dei rimborsi. Chi ha invece una partita IVA, redditi d’impresa, o specifiche tipologie di redditi da capitale non compatibili con il 730, è obbligato a presentare il Modello Redditi Persone Fisiche, senza possibilità di scelta.

Un caso specifico riguarda chi cambia la propria situazione lavorativa durante l’anno, ad esempio passando da lavoratore dipendente a titolare di partita IVA: in questi casi è importante verificare, per l’anno di riferimento della dichiarazione, quale sia il modello effettivamente obbligatorio in base ai redditi percepiti in quel periodo specifico, che potrebbe risultare diverso rispetto agli anni precedenti.

Cosa succede se si presenta in ritardo

Entrambi i modelli prevedono una forma di tolleranza per chi non riesce a rispettare la scadenza ordinaria: le dichiarazioni presentate entro i novanta giorni successivi al termine vengono comunque considerate valide, anche se soggette a sanzioni generalmente ridotte rispetto a quelle previste per l’omessa dichiarazione totale. Superato anche questo termine di tolleranza, la dichiarazione si considera omessa, con conseguenze sanzionatorie più severe.

Per chi ha diritto a un rimborso, presentare la dichiarazione in ritardo, anche entro il periodo di tolleranza, comporta comunque un allungamento dei tempi di accredito, un aspetto da considerare soprattutto per chi ha sostenuto spese significative che danno diritto a detrazioni fiscali importanti, come nel caso del bonus mobili o di altre agevolazioni per la casa.

Domande frequenti

Quando scade il 730 nel 2026? Il 30 settembre, sia per la versione precompilata che per quella ordinaria.

Quando scade il Modello Redditi Persone Fisiche nel 2026? Generalmente il 31 ottobre, con possibile slittamento al primo giorno lavorativo successivo se questa data cade di sabato o in un giorno festivo.

Chi è obbligato a usare il Modello Redditi invece del 730? I titolari di partita IVA, i contribuenti non residenti in Italia e chi possiede redditi non compatibili con il 730, come redditi d’impresa o da lavoro autonomo non occasionale.

Con quale modello recupero il bonus mobili? Con entrambi, indicando la spesa sostenuta nell’apposito rigo della dichiarazione, in base al modello effettivamente utilizzabile per la propria situazione reddituale.

Cosa succede se presento la dichiarazione dopo la scadenza? Se la presenti entro i 90 giorni successivi al termine, è considerata tardiva ma valida, con sanzioni ridotte. Dopo questo termine si considera omessa, con sanzioni più severe.

Conclusione

Scegliere correttamente tra 730 e Modello Redditi Persone Fisiche, e conoscere le rispettive scadenze del 2026, è un passaggio pratico che condiziona sia la velocità con cui si recuperano eventuali rimborsi, sia la corretta gestione di detrazioni come il bonus mobili. Verificare con attenzione la propria situazione reddituale, in particolare quando cambia nel corso dell’anno, e non rimandare la presentazione della dichiarazione oltre la scadenza ordinaria restano le attenzioni più importanti per gestire correttamente questo adempimento. Per completare il quadro sugli altri bonus disponibili, la guida completa ai bonus e alle agevolazioni 2026 raccoglie tutti gli articoli di riferimento collegati.